16/12/2016

Londra capitale del fantasy e del mistero

Celeste è sicura di avere una vita noiosa. Abita a Londra, la capitale delle stranezze, e lavora in un Hotel che ospita viaggiatori di ogni tipo.
A soli diciotto anni ha già visto le sfumature del mondo, e nulla riesce più a sorprenderla.
Quando si ritrova a dover fare da guida turistica a Cameron, un ragazzo della sua età dai capelli rosso fuoco, le sue giornate iniziano a movimentarsi.
Un Fantasy dalle tinte demoniache e soprannaturali, che rivela al suo interno un cuore romantico. Questo è Cambion, opera prima di Veronica Riga, giovane autrice genovese. Un romanzo dalle molte anime, quindi, ambientato nella multiculturale Londra e continuamente attraversato da schegge paranormali e romantiche. Abbiamo chiesto a Veronica di entrare nel dettaglio della sua opera e parlarci della sua visione narrativa...


Cambion, in estrema sintesi, è una storia d'amore fra semi demoni. Come sei riuscita a conciliare l'elemento demoniaco con quello sentimentale?
Durante la stesura del romanzo mi sono sempre chiesta quale sarebbe stato il particolare che avrebbe dato risalto ai miei personaggi. Quando si parla di semi-demoni si tende sempre a pensare a esseri spietati, privi di etica e incapaci di amare, e non volevo che i miei fossero così. Volevo creare qualcosa di credibile, figure nelle quali i lettori potessero identificarsi.
L'amore è la ragione principale che spinge alcuni dei protagonisti a compiere delle brutte gesta, il fatto che siano per metà figli di demoni è insignificante. Nel mio immaginario, non è l'assenza d'amore a rendere "cattivo" un demone, ma i modi sbagliati in cui sceglie di accoglierlo.

Hai deciso di ambientare la tua storia sulle rive del Tamigi. Perché hai scelto Londra e non altre capitali europee in cui si respira più forte l'elemento soprannaturale, ad esempio Praga?
Nel periodo in cui ho iniziato a scrivere "Cambion", stavo pianificando un viaggio a Londra con il mio fidanzato. Avevo scelto che la città in cui ambientare il libro sarebbe stata grande, importante e conosciuta, per facilitare l'immaginazione dei lettori.
Inoltre, scrivere di qualcosa di cui si conosce è sempre più facile, e per puro caso l'Hotel in cui alloggiavamo si trovava nello stesso quartiere di quello della protagonista!

Anche nel tuo lavoro, come in moltissimi fantasy, la lotta tra bene e male è preponderante. Credi che la vittoria delle forze positive sia un dato naturale e incontrovertibile? Non hai mai pensato che "Cambion" potesse concludersi sotto la luce sinistra delle tenebre?
Assolutamente sì, ci ho pensato. La conclusione di "Cambion" non è positiva per tutti i personaggi, e credo sia meglio così. I finali a lieto fine mi piacciono, ma nel mio caso non sarebbe stato del tutto realistico, così ho scelto una via di mezzo.

Satana rappresenta, forse, l'emblema supremo del male. A quali romanzi soprannaturali ti sei ispirata per descrivere la parte oscura del tuo lavoro?
A dir il vero, a nessuno! Mi sono documentata principalmente sulla magia e le antiche credenze cristiane. L'ispirazione maggiore l'ho tratta dal mondo reale. Ho cercato di prendere il peggio dalla realtà e trasportarlo fra le pagine del mio libro.

Se dovessi cimentarti in un'altra opera di narrativa ti manterrai nel solco tracciato da "Cambion" o pensi che ti indirizzerai verso un diverso genere letterario?
In passato ho scritto un libro distopico, poi è arrivato "Cambion" con le sue sfumature fantasy e attualmente mi sto mettendo alla prova con il romance. Intraprendere nuove strade mi diverte, non penso riuscirei a scrivere sempre e solo lo stesso genere... mi annoierei subito!

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