22/07/2016

L'intervista a Francesco Ambrosio autore de I guardiani dell'Efterion

Mettetevi comodi. Una lunga fiaba ambientata nello spazio. Tante storie diverse che si intrecciano tra loro.
Un uomo che scappa da una clinica psichiatrica e viene a conoscenza di una verità sconvolgente, una bambina russa che viene condotta, contro la sua volontà, su un piccolo pianeta chiamato Efterion che, con le sue molteplici radici, veglia sull'armonia dell'intero universo. Un fantasy ambientato nello spazio, dove le coordinate temporali e psicologiche si sfaldano, in cui la sempiterna lotta fra bene e male esplode in tutta la sua virulenza e, soprattutto, in cui la fantasia di chi scrive e di chi legge può errare e perdersi fra le righe di un romanzo che, non abbiamo timore ad affermarlo, colpisce per la sequela ininterrotta di agnizioni, rivelazioni, svolte narrative, e rocamboleschi detour della trama. Abbiamo chiesto a Francesco Ambrosio, la mente dietro I Guardiani dell'Efterion, di parlarci del suo lavoro e delle sue passioni...


Da dove nasce l'idea che ti ha portato a scrivere un romanzo così complesso ed affascinante come i Guardiani dell'Efterion?
Dalla mia fantasia smisurata... una cosa difficile da spiegare a parole.

I personaggi che costellano la tua opera sono estremamente caratterizzati da un punto di vista fisico e psicologico. Quale, fra i tanti descritti, è quello cui ti senti maggiormente legato?
Quella che preferisco è la bambina destinata a fare grandi cose nello spazio, Ginevra, perché lei soffre sin dall'inizio per poi ad arrivare a una maturazione nel corso delle vicende. Ma in generale sono legato a un po' a tutti, se penso alle loro storie e capacità particolari.

Sei alla tua opera prima. Quali sono state le difficoltà che hai maggiormente incontrato nel mettere nero su bianco le tue fantasie?
Le maggiori difficoltà le ho incontrate nel legare le varie parti per creare un corpo unico e una coerenza degli eventi fino alla fine. All'inizio le consideravo tante storie sparse e un giorno il mio maestro di scrittura creativa mi consigliò di avere una visione più ampia della cosa e scrivere un vero e proprio romanzo, una parola un anno e mezzo fa per me difficile anche solo da pronunciare.

Ti senti un autore eminentemente legato a generi narrativi di fantasia o credi che potrai cimentarti anche con opere legate alla realtà?
Per ora la mia creatività mi porta su questa strada fantastica, anche un po' fiabesca e misteriosa al tempo stesso, però con il tempo chissà... mai dire mai.

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