29/07/2016

L'intervista a Vincenzo Russo, autore di Viaggio colorato in bianco e nero

La poesia e la fotografia. Una similitudine centenaria, una simmetria perfetta di parole e silenzio che raggiunge la massima espressione soprattutto se le immagini sono in bianco e nero e se i versi si lasciano immaginare.
Una poesia è una fotografia, un'immagine prolungata che nasce da un processo di registrazione permanente delle emozioni. Vincenzo Russo è un autore che ama interrogarsi, che scava nella sua interiorità per dare risposte che provino a dare un senso alla multiforme e sfuggente complessità della vita.


Basti leggere Due tocchi di gel sopra i miei capelli bianchi, diario intimo in cui Russo traccia un bilancio delle scelte che hanno cambiato la sua vita o anche Itavar - Il Paese dei vivi morenti, un racconto di formazione per ragazzi che, dietro l'intelaiatura narrativa fantastica, si interroga su temi come la malattia, il sogno come unica fonte di evasione, la paura della perdita. Ora con Viaggio colorato in bianco e nero, Vincenzo Russo, attraverso la stratitifcata pregnanza della poesia, si interroga sulle fasi della vita e mette nero su bianco, fotografandole, immagini dettate dal cuore e scaturite dall'anima. Questa l'intervista che ci ha rilasciato.

Perché "Viaggio Colorato in Bianco e nero"?
Tanti anni fa, quando ero ancora studente al liceo, mi colpì la copertina di un quaderno di computisteria tutta colorata sullo scaffale di una libreria. La scelsi per scrivere tutte le mie bozze di diario, inizi di libri, di pensieri. Su quella copertina c'era disegnato un trenino su binari che percorreva un cammino di colori. Al centro c'era scritto "Viaggio Colorato".
è stato il titolo che ho sempre conservato nella mia mente poiché ero convinto che, prima o poi, avrei scritto qualcosa. Man mano che maturavo, i miei pensieri appuntati si trasformavano in versi che, a volte, mi sembravano bellissimi, altre, quando la razionalità prendeva il sopravvento durante la quotidianità, solo delle frasi scritte con errori grossolani di costruzione o grammatica.
Il mio viaggio è colorato in bianco e nero poiché vuole porre l'accento sui pensieri controversi della vita e, soprattutto, poiché è accompagnato da bellissime immagini in bianco e nero di un amico fotografo, Alexandre Guida, un brasiliano di chiare origini italiane, che ho incontrato in Brasile, il Paese in cui vivo. Le foto del mondo brasiliano aiutano a immaginare i miei pensieri nonostante che la mia vita l'abbia vissuta in Italia per quasi cinquanta anni.

Che cosa vuol dire essere poeta?
Difficile pensare di essere un poeta dopo aver letto poesie come La pioggia nel pineto di D'Annunzio, o A Zacinto e Alla sera di Foscolo. Poesie che abbiamo studiato a scuola e che sono rimaste impresse nella memoria di tantissime persone come me.
C'è un abisso se si guarda l'arte di scrivere. Se invece si considera il lato emotivo, le poesie di coloro che le scrivono sono tutte frutto di creatività del nostro pensiero che fotografa i momenti belli e brutti che viviamo o avvertiamo. La mente umana poi li elabora attraverso un'analisi approfondita della vita, traducendoli successivamente in parole e versi che escono dall'inconscio in determinati momenti, stati d'animo o avvenimenti.
Il tutto nasce dietro la regia di quell'entità che chiamiamo anima che rappresenta il nostro desiderio inconscio di raccontare a noi stessi e agli altri le storie e i momenti della vita, esaltandone i valori positivi come l'amore, la passione, la giustizia, il bene contro il male, la solidarietà e così via.
Se poi si riesce a realizzare una buona di visione del testo, dare un giusto ritmo alternando l'intensità, comporre i periodi in modo che siano ben allineati e, infine, usare la ricchezza del nostro vocabolario, la poesia diventa una musica che riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera emozionante e solenne.
Il segreto di una bella poesia risiede in una semplice regola: l'interpretazione del suo testo non deve essere focalizzata sul suo significato, ma anche sul modo in cui questo è espresso e organizzato, ovvero sulla dialettica tra forma e contenuto.

Possiamo affermare che il libro è una vita raccontata come in un diario?
Il ricercatore tedesco Stefan Klein afferma che: "Prendere nota di tutte quelle cose che risollevano quotidianamente il morale, può rendere le persone maggiormente consapevoli di questi singoli momenti, così che imparino a conoscersi meglio e a essere più felici".
A parte l'obiettivo di sentirsi più felici, un diario è come un album di vecchie foto che ci fanno sorridere e sorprendere di com'eravamo. Viaggio colorato in bianco e nero lo considero come un diario poetico che mi ha aiutato a dare un significato alla mia vita passata e ad avere una visione più ottimistica del futuro.

Chi potrebbe leggere il tuo libro e quali temi sono trattati?
Secondo la mia visione, come l'unità è formata da quattro quarti, la vita è il risultato di quattro percorsi che rappresentano le fasi della nostra esistenza.
Spesso le persone pensano che occorra dare importanza al bilancio della propria vita o che bisogna cominciare a pensare al confine tra la vita e la morte soltanto verso la fine della propria vita.
Il mio libro è rivolto a coloro che amano fare un bilancio quotidiano della propria vita e a coloro che danno importanza a quei valori che nella società contemporanea sembrano essere soffocati dall'interesse dell'individualismo. Se poi alle persone di ogni genere e sesso piace leggere poesie d'amore, in tutte le tre sezioni che rappresentano i primi tre percorsi della vita, ci sono quelle che difficilmente saprei riscrivere.
Le due poesie cui sono più legato sono Immagine femminea (Non c'è la donna, /c'è una vaga effige/che traspare da una nuvola di fumo/che sale da una pipa vecchia/quanto il vecchio/che la tiene ferma a stento/perché il tremar gli impedisce/ogni armonica gesta) e Vivere che rappresentano, rispettivamente, il desiderio inconscio della donna che si vuole amare e un lunghissimo inno alla vita.

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